Sono una creativa, un’ex attrice, una regista e una sceneggiatrice che, a un certo punto del proprio percorso, complice la vita stessa — da sempre maestra — ha compreso quale fosse la propria missione: mettere l’arte a servizio.

Ho vissuto in prima persona il potere trasformativo del teatro. Il teatro è la mia grande passione e la mia principale struttura formativa. Nel mio cammino ho affrontato una serie di traumi, tra cui un errore medico che mi ha costretta a vivere un vero e proprio inferno per quasi sette anni. È proprio in quel tempo sospeso, tra ospedali, interventi e ricostruzioni, che l’arte teatrale ha rivelato il suo potere più autentico: quello sublimante. Quel dolore, grazie al lavoro condiviso con il regista e drammaturgo Luca Gaeta, si è trasformato in un’opera teatrale: La Gabbia di Carne. In scena, interpretavo un alter ego — un personaggio che raccontava la mia storia, senza mai dichiararla apertamente. Attraverso l’impostazione tecnica dell’attore, la memoria, lo studio, la voce e il corpo, elaboravo il mio lutto. Recitazione e scrittura diventavano strumenti di guarigione.

Nel tempo ho compreso che il superamento di un trauma passa per più strade, e sono una convinta sostenitrice della psicoterapia e di percorsi di consapevolezza e cura. Tuttavia, posso affermare con chiarezza che la sublimazione artistica è stata per me decisiva. Interpretare quella ferita, trasformarla in un’opera teatrale potente — per quanto effimera, come ogni rappresentazione — mi ha permesso una catarsi profonda. La Gabbia di Carne, finalista al Fringe Italia 2014, con le potenti foto di Pino le Pera e l’arte pittorica di Mirco Marcacci, è stata anche menzionata in un importante editoriale del TG1 dedicato ai danni della chirurgia estetica. A essa ha fatto seguito Resilio, spettacolo dedicato alle donne operate al seno per la fondazione BABC – Beautiful After Breast Cancer.

Da allora, credo con forza che le vite degli altri meritino di essere raccontate, perché in ogni ferita c’è una verità che riguarda tutti. Ho così intrecciato la mia esperienza come attrice, regista e sceneggiatrice in un percorso che è prima di tutto un’esperienza generatrice di Bellezza, in cui il potere taumaturgico dell’arte è la via. Perché quando il dolore viene sublimato, la vita diventa arte. E l’arte, allora, diventa cura.



A partire da quel trauma, ho sentito l’esigenza d’iniziare un viaggio dentro di me. Ho intrapreso un profondo percorso di studio e ricerca che ha integrato l’arte teatrale con le discipline della cura, della consapevolezza della trasformazione dell’essere umano. In ogni tappa ho scelto di affidarmi esclusivamente a professionisti riconosciuti, capaci di offrire strumenti seri, concreti e rispettosi della persona.

Grazie al Pranic Healing e alla Fondazione Suma Salus di Francesca Angrisano, ho imparato a riconoscere e leggere il campo energetico dell’essere umano e i suoi riflessi sul piano psico-fisico. Ho conseguito i diplomi relativi al corso base, al corso avanzato, al corso di connessione con il Sé superiore e al corso di Psicoterapia pranica.

Ho partecipato ai percorsi di Biocostellazioni e Costellazioni Sistemiche condotti da Gabriele Policardo, entrando in contatto profondo con le dinamiche transgenerazionali e le memorie familiari.

Con Daniele Bova ho praticato l’EFT – Emotional Freedom Techniques – e il Tapping Alchemico, strumenti che integrano corpo, parola e neurobiologia per sciogliere blocchi emotivi profondi.

Ho studiato lo   sciamanesimo e le piante maestre, che mi hanno offerto visioni ancestrali sul ciclo vita-morte-rinascita e sul potere terapeutico della natura e dell’invisibile.

Fondamentale nel mio cammino anche il percorso psicoterapeutico condotto con il Professor Luciano Amato Fargnoli, grazie al quale ho potuto esplorare i meccanismi profondi dell’inconscio, dare voce alle ferite e trasformarle in consapevolezza. Dal 2018 faccio parte di un’associazione culturale femminile che, attraverso lo studio del simbolo, accompagna l’individuo in un percorso di conoscenza di sé. Infine, ho voluto completare il mio percorso conseguendo un Master di I livello in Fondamenti di Psicologia presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma per approfondire in modo ancora più strutturato il rapporto tra psiche, linguaggio e processi creativi.

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