Valentina Ghetti è sceneggiatrice cinematografica e regista teatrale, ideatrice del Metodo Ghetti® e dei Laboratori Sublimanti®. Dopo oltre un decennio di attività come attrice tra teatro, cinema e televisione, dal 2019 concentra la propria ricerca sulla scrittura, la regia e la formazione attoriale, sviluppando un percorso che integra linguaggio scenico, psicologia e drammaturgia.

Fin da giovanissima studia recitazione e danza presso il Meeting Centro d’Arte di Noemi Briganti e Serge Manguette a Forlì, sua città natale.

Successivamente si trasferisce a Roma, dove approfondisce il metodo Stanislavskij-Strasberg presso il Duse International di Francesca De Sapio e completa la propria formazione attraverso workshop dedicati alla Tecnica Meisner e al Metodo Chubbuck. Frequenta il laboratorio Schermo Scena diretto da Ennio Coltorti, la Palestra dell’Attore di Giancarlo Sepe, workshop con Bernard Hiller e Matteo Tarasco e il training ESTAD di Daniele Monterosi. Si diploma alla Scuola di Recitazione “Jenny Tamburi”, studia doppiaggio con Roberto Chevalier e viene diretta in sala da Claudio Sorrentino e Tonino Accolla.

Si laurea con lode al DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre.

Per oltre dieci anni lavora come attrice tra teatro, cinema e televisione. In televisione prende parte alle fiction Rex 4, Cesare Mori – Il Prefetto di Ferro, Provaci ancora Prof 4, La Ladra, Piper – La serie e Gente di Mare 2. È protagonista dei cortometraggi Crazy Little Things Called Love, diretto da Marco Castaldi e interpretato insieme a Luis Molteni, e Cosa Vedi di Giuseppe Francesco Maione. Parallelamente è protagonista di numerose campagne pubblicitarie, diretta, tra gli altri, da Paolo Genovese, Alessandro D’Alatri, Federico Moccia, Riccardo Grandi, Daniel Marini e Cristiano Bortone.

Al cinema è attrice nel film Classe Z, diretto da Guido Chiesa, nel ruolo della professoressa Bonelli, Credimi! di Luna Gualano, Maremmamara di Lorenzo Renzi, Girotondo e Quel venerdì 30 dicembre di Tonino Abballe.

Con il duo comico “Ghetti e Baldieri” partecipa alla prima edizione di Eccezionale Veramente (La7), classificandosi al secondo posto. L’anno successivo il duo entra nel cast di Colorado (Italia 1).

Nel corso della sua attività teatrale prende parte a circa venti produzioni, diretta, tra gli altri, da Luca Gaeta, Francesco Bellomo, Roberto D’Alessandro, Massimiliano Vado, Antonio Serrano, Enrico Maria Falconi e David Fiandanese. Tra i lavori più significativi figurano Le Dissolute Assolte, ovvero le donne del Don Giovanni e In principio era il silenzio, in cui interpreta Maria Maddalena accanto all’attore Mauro Recanati. Nel 2014 è protagonista de La Gabbia di Carne, spettacolo finalista al Fringe Italia e oggetto di un editoriale del TG1.

Nel 2019 lascia le scene per dedicarsi alla scrittura e alla regia. Si forma in sceneggiatura cinematografica presso il Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno con lo sceneggiatore Simone Herbert Paragnani e successivamente si specializza presso la Scuola Nazionale di Cinema Tracce con Luca De Benedettis, Nicola Giuliano, Graziano Diana, Gino Ventriglia, Heidrun Schleef e Monica Zapelli.

Le sue opere ottengono riconoscimenti in diversi festival, tra cui il premio Best Italian Web Series 2021 al Digital Media Fest per la serie How To e la candidatura nella cinquina finalista al Premio ALF Donne Sceneggiatrici 2024 con la sceneggiatura del biopic Franz. Firma inoltre Double Soul, thriller internazionale interpretato dagli attori premio Oscar F. Murray Abraham e Danny Glover.

Nel 2025 consegue un Master di I livello in Fondamenti di Psicologia presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, integrando la propria ricerca artistica con lo studio dei processi interiori.

Ha ideato il Metodo Ghetti®, una tecnica performativa che integra i principali metodi di recitazione con la scrittura drammaturgica, e i Laboratori Sublimanti®, percorsi aperti a tutti nei quali un episodio della propria vita viene trasformato in un monologo teatrale destinato alla scena.

La sua ricerca si fonda su una visione strutturalista della drammaturgia, intesa come un’architettura narrativa nella quale ogni elemento è funzionale all’evoluzione del protagonista. Ritiene che ogni grande personaggio tragga origine da una ferita irrisolta e che il percorso narrativo rappresenti il processo attraverso cui tale ferita viene attraversata e trasformata.

Le sue regie teatrali si distinguono per l’attenzione alla direzione degli attori e per una ricerca estetica che integra luce, musica e immagine in una drammaturgia di forte impatto simbolico.