Luce ha vent’anni. Viene da una famiglia “perbene”, protettiva, culturalmente alta, dove tutto sembra possibile — ma dove niente è davvero insegnato. Un’educazione permissiva mascherata da libertà. Un padre severo ma affettuoso, una madre consumata dai farmaci e dalla lotta silenziosa contro l’età, la bellezza che sfuma. Luce cresce senza mai andare a fondo, sempre trasportata dalla corrente, come se niente potesse davvero toccarla. Finché non si innamora. Loris è diverso dal resto dei sui amici “figli di papà”: marginale, sfuggente, estraneo a quel mondo borghese e ben educato. Eppure in lui Luce crede per la prima volta in un amore assoluto. Quando il ragazzo si indebita con la persona sbagliata, Luce prova a chiedere aiuto. Ma ovunque trova porte chiuse. Servono 3.000 euro. In una notte. Luce allora si rivolge a un’amica di vecchia data, Vicky, oggi star di Blue, una nuova piattaforma di pornografia digitale, spudorata e redditizia. Da questo momento l’opera si trasforma in un Kammerspiel psicologico ed erotico: un corpo a corpo sottile tra due giovani donne che si specchiano, si provocano, si osservano da mondi opposti. Ma mentre una vive la sua sessualità come potere, l’altra comincia lentamente a perdere sé stessa. Luce si spegne. Inizia così una vertiginosa discesa in una spirale di scatole cinesi: affetti che si dissolvono, reputazioni distrutte, identità che si frantumano. Se Luce tenderà la mano, qualcuno sarà ancora lì a prenderla? Perché tutti, alla fine dei conti, siamo complici osservatori.